Questo blog è schierato dalla parte delle donne, contiene stralci della mia vita quotidiana, commenti a notizie internazionali e cavolate.
![]()
Espatriata, tatuata, asociale( non ho trovato qualcuno "frequentabile"), sportiva, testarda, irriverente, lunatica, pessimista, catastrofista, sposata, diffidente, curiosa forse troppo.
Non c'e' tempo di pensare a quanto si soffre : c'e' solo il tempo di correre !!!
Il mio sogno : laurearmi prima di compiere 80 anni.
utente anonimo in Rapimento Mauritania...
brisella in Uomini
Incapervinca in Uomini
ilnodoeilchiodo in Uomini
ilnodoeilchiodo in Il decalogo della mo...
Incapervinca in Il decalogo della mo...
Incapervinca in Per un sequestro tut...
Incapervinca in Per un sequestro tut...
utente anonimo in Il decalogo della mo...
brisella in Il decalogo della mo...
Beppe Grillo
Brisella
Crisis
Cuore d'inchiostro
Deadmanworking
Felice Capretta
Grotesque
Ilmaratoneta
Ilnodoeilchiodo
Incapervinca
Ipensieridialle
Italiana in Marocco
L'inferno degli angeli
Milleeunadonna
Mohamed Sifaoui
Petrolio
Roberto Saviano
Scettico72
Umanistieliberi
Unpolitically
Voglio scendere
Ziobarbero
afa
agadir
alieni
amicizia
animali strani
atletica leggera
autodifesa femminile
autodifesa per donne
azrou
belfagor
berlusconi buffone
bimbo ninja
blu pervinca
bolt
caldo
cambiamenti climatici
casa
casablanca
complotti
condizione donne
convertite
corno antisfiga
correre
corsa
crimini
crisi economica
crisi finanziaria
ddl alfano
decadenza italica
deserto
difesa personale
discriminazione
donne
effetto serra
estremisti
extraterrestre
frasi di mio figlio
guerre
hammam
iceberg
inca
incidenti
inferno
ingorghi
inquinamento
integralisti
io
italia
italiani
kill bill
krav maga
leggi bavaglio
mafia
majorelle
mare
marocchinate
marocco
marrakech
matrimonio
mendicanti
merenda
miei cani
mio figlio
mio marito
mocio
mst
nuova influenza
pedofilia
pensieri
petomani
povera italia
primeval
profezie
pulizie
pulp fiction
razzismo
riscaldamento globale
risse
running
sahara
sciopero
scuola
souad sbai
spazzatura
spesa
stalking
taekwoondo
tahar ben jelloun
tangeri
tecniche di combattimento
terremoti
terrorismo
turismo sessuale
ufo
uma thurman
vacanze
vaffanculo
venerdi 17
vicini
vita quotidiana
vs
Spiata *loading* volte
Ma gli uomini si rendono conto del casino che lasciano in giro quando cucinano ?
qui e qui
Roma, 28 dic (Velino) - Oltre ai 27 mauritani, in Italia ci sono almeno una ventina di algerini e marocchini in carcere (alcuni al 41 bis) per reati di terrorismo accusati da alcuni procure, Milano e Bologna soprattutto, di aver costituito in Italia cellule di salafiti, confluite nell’organizzazione di Al Qaeda per il Maghreb e di aver pianificato una serie di attentati fra Bologna e Milano. Oltre a loro, da un mese è ospite di un carcere di massima sicurezza Riadh Nasri, uno dei terroristi islamici arrivati da Guantanamo, sul quale pendeva un mandato di cattura dell’autorità giudiziaria italiana. Nasri fra il '97 e il 2001, secondo l’accusa, avrebbe avviato nel nostro Paese il reclutamento a favore dei salafiti. Fu catturato in Afghanistan e consegnato agli americani che lo hanno detenuto nell’isola cubana fino alla fine dello scorso mese di novembre. Con Nasri gli americani hanno consegnato all’Italia anche un altro tunisino, accusato dalla procura di Milano di terrorismo: si tratta di Adel Ben Mabrouk, ex barbiere della moschea di viale Jenner che, secondo un'inchiesta condotta nel capoluogo lombardo, avrebbe pianificato un attentato da realizzare al duomo di Cremona, alla metropolitana e al duomo di Milano. Potrebbero essere proprio Nasri e Ben Mabrouk i prigionieri "torturati" di cui fa cenno Salah Abu Mohammed nella rivendicazione del rapimento dei due italiani. Tutti, comunque, potrebbero essere al centro di una eventuale richiesta di "scambio di prigionieri" secondo quanto si evince dalle dichiarazioni di Abu Mohammed, portavoce dell'organizzazione Al Qaeda nel Maghreb islamico.
Il rapimento della coppia italiana in Mauritania, infatti, potrebbe essere legata ad un tentativo di scambio di “prigionieri”. Il contenuto integrale della rivendicazione fatta dall’organizzazione Al Qaeda nella terra del Maghreb islamico, fa supporre che il gruppo terroristico vorrebbe ottenere la liberazione di detenuti mauritani nel nostro paese o comunque di presunti terroristi arrestati negli ultimi mesi dal Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri. Saleh Abu Mohammed, che ha sostenuto di essere responsabile dei media dell’organizzazione Al Qaeda nel Maghreb, lancia minacce contro il nostro paese ed invita l’opinione pubblica a fare pressioni sul governo: “Noi diciamo alle famiglie dei rapiti e all’opinione pubblica in generale, se volete la sicurezza per i due prigionieri dovete fare pressioni sul vostro governo e chiedere che esaudisca le legittime richieste dei mujahidin. E ricordiamo ai crociati e ai loro cittadini che la loro sicurezza è condizionata alla nostra sicurezza e a quella dei nostri fratelli musulmani. Noi proseguiremo sulla via del Jihad e ci sforzeremo in ogni modo per ottenere la liberazione dei nostri fratelli detenuti nelle vostre carceri... nel momento in cui il governo Berlusconi continua a commettere i suoi crimini contro l’Islam in Iraq e Afghanistan. E nel momento in cui il governo italiano prosegue, appoggiato dal suo popolo, a sostenere la nuova guerra crociata occupando le nostre terre e violando i nostri luoghi sacri”.
In Italia, dai dati aggiornati, risultano ristretti negli istituti penitenziari 27 cittadini della Mauritania, ma nessuno di loro è imputato di reati legati direttamente al terrorismo. Si stanno verificando le loro posizioni detenuti per comprendere se ci siano esponenti vicini all’organizzazione di Al Qaeda, anche se detenuti in Italia per altre ragioni. Alle dichiarazioni di Abu Mohammed ha già indirettamente risposto il ministro degli Esteri Franco Frattini che ha respinto ogni ipotesi di trattativa. Oltre ai detenuti della Mauritania si stanno controllando le posizioni di una ventina di detenuti algerini, marocchini e tunisini imputati di reati di terrorismo e che sono ristretti in alcune carceri di massima sicurezza italiane.
Il rapimento della coppia italiana da subito aveva allertato i nostri servizi segreti. I timori maggiori di Aise ed Aisi è che ci sia un legame molto più diretto di quanto non si pensi fra i terroristi che operano all’estero e quelli che sono riusciti a infiltrarsi in Europa e nel nostro Paese in particolare, scelto fino a qualche anno fa come sede di transito e di rifugio. Non solo, quindi, settori estremisti dell’islamismo si mostrano pronti a organizzarsi in proprio aderendo agli inviti che giungono da Al Qaeda: come un vero “franchising” (così lo ha definito anche il ministro Roberto Maroni) che ha fatto proseliti in Italia da un anno almeno e che ha consentito di organizzare attentati a Bologna e Milano. Ma gruppi terroristici jihadisti legati a referenti internazionali.
Le attenzioni principali della nostra intelligence sono rivolte ai “salafiti”. L’immigrazione dal Maghreb, legale ed illegale, ha portato nel nostro paese negli ultimi anni decine di migliaia di persone, soprattutto, algerini, marocchini, egiziani e tunisini. In questa comunità ben radicata in tutta la Penisola si nascondono estremisti e predicatori che dalla “Organizzazione di al Qaeda nel Maghreb islamico”, sono transitati per fusione nel “Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento”, un vero network del terrore, almeno nei loro paesi. E la Mauritania è più vicina al nostro paese di quel che non si creda: migliaia di suoi cittadini sono arrivati da noi negli anni scorsi attraversando il Mediterraneo partendo dai porti libici ed hanno continui rapporti con i clan di provenienza. Sempre in Mauritania ci sono le basi di molti gruppi terroristici che fanno capo all’opposizione algerina e marocchina e che ha costituito, in Lombardia ed Emilia soprattutto, centri per la raccolta di denaro.
![]()
arriva la bomba-mutanda .
| Il rischio di bombe supposta, piccoli cilindri metallici inseriti dentro il corpo di attentatori suicidi e azionati da un telefono cellulare, ha messo in allarme i servizi francesi per quanto riguarda la sicurezza dei voli aerei. Simili bombe potrebbero essere individuate solo con una radiografia, ma appare difficile poter passare ai raggi X i milioni di viaggiatori che ogni giorno transitano per gli aeroporti, già costretti a levarsi le scarpe e a ridurre il trasporto di liquidi. L'allarme ha origine da un attentato avvenuto in Arabia saudita lo scorso 28 agosto. Un kamikaze si fece allora esplodere nei pressi del principe Mohammed bin Nayaf, responsabile dell'antiterrorismo del regno. Il bersaglio se la cavò con pochi graffi, ma il terrorista suicida si smembrò in settanta pezzi. Al Qaeda ha poi diffuso in video in cui si spiegava che la bomba era nascosta all'interno del corpo dell'attentatore e si prometteva di diffondere su internet le istruzioni per realizzare simili ordigni. Nell'attentato di Gedda, la potenza dell'esplosione è stata assorbita dal corpo dell'attentatore, salvando la vita al principe saudita. Ma a bordo di un aereo anche una piccola esplosione può avere conseguenze catastrofiche, sostengono gli esperti. Per questo motivo, ha rivelato il quotidiano "le Figaro", la minaccia rappresentata dalla bombe supposta è stata l'oggetto di una nota riservata inviata al ministro dell'Interno francese Brice Hortefeux dal Dcri, nuova branca dei servizi incaricata dell'antiterrorismo. Per il Dcri e l'Uclat, l'Unità francese di coordinamento per la lotta al terrorismo, le conseguenze di questa nuova minaccia sono assai serie. Una fonte dei servizi spiega infatti che solo un controllo ai raggi X avrebbe potuto smascherare il kamikaze di Gedda, così come succede per i contrabbandieri che nascondono all'interno del corpo partite di droga. Ma esaminare ai raggi X milioni di viaggiatori comporterebbe tempi lunghissimi e costi elevati, per non parlare dei rischi sanitari per chi viaggia spesso. La soluzione, suggerisce una fonte della polizia scientifica citata dal giornale francese, potrebbe essere quella di sequestrare durante il volo tutti i telefoni cellulari per impedire la chiamata o l'sms che potrebbe azionare l'ordigno. La bomba supposta preoccupa anche alcuni esperti americani, scrive il Times di Londra. Secondo Scott Stewart, della società texana d'intelligence Stratfor, un simile ordigno potrebbe avere "conseguenze catastrofiche se usato a bordo di un aereo, specie se fosse rimosso dal corpo dell'attentatore e piazzato in un punto strategico del velivolo".adnkronos |

Carlà hai portato pinne, fucile ed occhiali ?
Piogge fatali in Marocco : morti, feriti e senzatetto in diverse regioni .qui
Sarkozy e Carla in vacanza in Marocco
Notare la gaffe del giornalista, da quando il Marocco è un paese del Sud Africa ? :
Il presidente francese e la premiere dame hanno lasciato Parigi per volare nel sud del Paese sudafricano dove saranno ospiti nella residenza reale di Jnane Lekbir, a 3 chilometri da Marrakech sulla strada di Meknes
Marrakech - Carla e Sarkozy alla volta del Marocco. Il presidente francese e la premiere dame hanno lasciato Parigi per volare nel sud del Paese sudafricano dove saranno ospiti nella residenza reale di Jnane Lekbir, a circa tre chilometri da Marrakech sulla strada di Meknes.
Vacanze in Marocco
Il presidente francese Nicolas Sarkozy e sua moglie Carla Bruni sono arrivati nel tardo pomeriggio a Marrakech, nel sud del Marocco, per un periodo di vacanza in occasione delle feste di Natale. La coppia presidenziale rimarrà alla residenza reale di Jnane Lekbir, a circa tre chilometri da Marrakech sulla strada di Meknes. L’Eliseo aveva indicato ieri che era in programma una «colazione di lavoro» tra Sarkozy e re Mohammed VI nel corso di questo soggiorno. Il presidente francese tornerà nel suo Paese il 31 dicembre per rivolgere gli auguri ai francesi, aveva aggiunto l’Eliseo. qui

Agression de Berlusconi: une mise en scène ?
Dal blog il fritto misto.





cacao cacao cacao
lo sponsorao
della nostra trasmissao
Sao come si fa una canzoncina
con una musichina
e un po' di parolao
e sao come si fa una sambina
con una canzoncina
che parla di cacao
cacao cacao
cacao dal gusto esagerao
Ultima tendenza moda 2009/2010 : L'Emulazione Ma perché un simile gesto? La Maiolo manifesta segni di squilibrio psichico, e anche lo scorso anno, sempre la notte di Natale, aveva tentato di avvicinarsi al Papa, ma era stata fermata dagli uomini della sicurezza. Ora è stata ricoverata in una struttura sanitaria, per essere sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio.
Spavento nella notte di Natale per Papa Benedetto XVI. Il nostro Pontefice è stato vittima di un tentativo di aggressione in San Pietro mentre si accingeva a celebrare la funzione natalizia. L’autrice dell’inspiegabile gesto è stata una donna svizzera, Susanna Maiolo, 25anni. Per fortuna non ci sono state gravi conseguenze. Il Santo Padre sta bene e non cambierà i suoi programmi.
Il momento sconvolgente è avvenuto all'inizio della messa della notte di Natale. Il Papa si era unito alla processione dei cardinali e dei concelebranti, ma ad un certo punto la Maiolo si è gettata su Benedetto XVI. Il Papa è caduto, ma si è rialzato quasi subito.
Purtroppo però nell’agitazione del momento, è caduto anche il cardinale Roger Etchegaray, 87 anni, che è stato subito portato al Policlinico Agostino Gemelli.La messa è stata comunque celebrata, anche se il Papa è apparso un po’ scosso. La donna, invece, è stata trattenuta nella Gendarmeria vaticana.
Insomma è stato un momento di vero terrore e ad avere la “peggio” è stato purtroppo il cardinale Roger Etchegaray, che a breve verrà anche operato per la riduzione chirurgica della frattura al femore. Le condizioni del porporato sono comunque "buone".
Intanto dell’aggressione al Papa si occuperà la giustizia vaticana. Il procedimento a carico della donna sarà istruito secondo le norme sancite dalla Santa Sede, quindi gli inquirenti italiani potrebbero entrare in campo solo su richiesta, secondo quanto stabilito dal concordato.
barimia.info
Inviato da SS
1) Non uscire se non hai niente da fare (ad es: la spesa, lavorare.. ) altrimenti sei in cerca d'inciuci.
2) Stare in casa a contare le patate e le cipolle perchè una donna che si rispetti deve sapere cosa c'e' nella dispensa.
3) Mai guardare un uomo negli occhi perchè si lascia intendere la propria disponibilità sessuale.
4) Non parlare a voce alta, una donna per bene non urla, meglio evitare di parlare se è possibile perchè si dicono solo cazzate.
5) Non bisogna pensare.
6) Tutte le persone che ci circondano sono pericolose soprattutto se sono nostri amici. Evitare di frequentare persone.
7) I ritardi non sono ammessi, ne a tavola, ne a letto, ne al rientro dal lavoro, si rischia di essere ricercate dalla Polizia.
8) Rispondere al telefono sempre e comunque non si accettano scuse (doccia, cacca, mancanza campo cellulare, etc...).
9) Il pc è una perdita di tempo inutile.
10) L'educazione dei bambini se è ben riuscita è merito del padre, se invece sono degli zotici maleducati allora la colpa è della madre.

Ora anche Babbo Natale è un cattivo maestro: fuma, beve ed è grasso

Il velo islamico influenza il giudizio maschile su donne
ROMA - (ansa).
Il velo musulmano influenza la percezione maschile della donna, che viene vista meno attraente e meno intelligente quando indossa lo hijab, nome arabo del velo. Secondo quanto riferito sulla rivista Body Image, lo studio indica chiaramente che i simboli visivi della religione araba possono portare a percezioni più negative da parte degli occidentali.
"Ciò è importante - scrive Shaji Qurashi dell'Università di Chicago - perché tali percezioni possono servire a perpetuare il pregiudizio e la discriminazione contro il mondo islamico, alimentando l'islamofobia nei paesi occidentali e danneggiando gli sforzi per promuovere la diversità culturale". Lo studio è stato basato su foto di donne occidentali o asiatiche che indossano o meno il velo musulmano; le foto sono state mostrate a quasi 100 maschi inglesi, circa la metà dei quali ha dichiarato di essere di religione musulmana. Tutto il campione ha giudicato la donna velata, con un hijab scarlatto che le copriva capelli collo e spalle, meno attraente e intelligente della donna senza velo.
"I nostri risultati - spiega Qurashi - indicano che la pratica religiosa non influenza fortemente il giudizio sul livello di attrazione suscitato dalla donna; tutti i maschi giudicano, infatti, più attraente quella non velata", indipendentemente dal fatto che siano musulmani o meno. Per l'intelligenza, infine, i non musulmani in generale danno alle donne, sia che indossino sia che non indossino un hijab, 'punteggi' maggiori dei maschi islamici, ma comunque tutti gli uomini giudicano la donna velata meno intelligente di quella velata. Questo studio indica che le percezioni negative nei confronti delle donne che indossano un hijab possono essere associate all'aumentato pregiudizio e alla discriminazione nei confronti del mondo islamico.
